giovedì 18 maggio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 396



YOUCAT Domanda n. 396 – Come reagisce un cristiano di fronte all'ira?


(Risposta Youcat) Paolo dice: «Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira» (Ef 4, 26).  

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2302) Richiamando il comandamento: “Non uccidere” (Mt 5,21), nostro Signore chiede la pace del cuore e denuncia l'immoralità dell'ira omicida e dell'odio. L'ira è un desiderio di vendetta. “Desiderare la vendetta per il male di chi va punito è illecito”; ma è lodevole imporre una riparazione “al fine di correggere i vizi e di conservare il bene della giustizia” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, 158, 1, ad 3]. Se l'ira si spinge fino al proposito di uccidere il prossimo o di ferirlo in modo brutale, si oppone gravemente alla carità; è un peccato mortale. Il Signore dice: “Chiunque si adira contro il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio” (Mt 5,22). 

Per meditare

(Commento Youcat) L'ira è in primo luogo un'emozione umana come reazione ad un'ingiustizia subita; quando però dall'ira nasce l'odio e si augura il male al nostro prossimo, da una normale emozione nasce una grave mancanza contro la carità; ogni forma di ira incontrollata e soprattutto il desiderio di vendetta sono diretti contro la pace e compromettono la «pace dell'ordine».

(Commento CCC) (CCC 2303) L’odio volontario è contrario alla carità. L'odio del prossimo è un peccato quando l'uomo vuole deliberatamente per lui del male. L'odio del prossimo è un peccato grave quando deliberatamente si desidera per lui un grave danno. “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste” (Mt 5,44-45). 

(Prossima domanda: Cosa ne pensa Gesù della non violenza?)

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