sabato 3 giugno 2017

Pentecoste Messa Vespertina nella Vigilia: Chi crede in me dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva



Pentecoste Messa Vespertina nella Vigilia: Chi crede in me dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva


(Quando la Messa Vespertina è attuata come celebrazione vigilare, si possono utilizzare anche una o più letture quali: Gn 11,1-9; Es 19,3-8. 16-20;  Ez 37,1-14; Gl 3,1-5. Dopo il “Gloria” si leggono sempre le due letture della Messa: Rm 8,22-27 e  Gv 7,37-39)

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Rm 8,22-27: Fratelli, 22Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. 23Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. 24Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? 25Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. 26Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; 27e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.   

Gv 7,37-39: 37Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva". 39Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


Nella prima lettura, dalla Lettera ai Romani,  per descrivere la creazione del nuovo mondo che le Persone divine fanno nascere, S. Paolo ricorre alla bellissima immagine di una madre che sta dando alla luce un figlio. Questo “nuovo mondo” siamo noi, ossia le persone che, mediante il dono dello Spirito Santo, il Padre adotta come figli. Siamo veramente suoi figli, perché lo Spirito Santo: opera, prega, illumina le nostre menti, accende i nostri cuori, trasforma i nostri esseri da umani in divini. A quanti credono in Cristo, il Padre e lo Spirito Santo aprono la speranza e l’orizzonte della piena redenzione. 
Tutti noi, non ancora definitivamente redenti, attendiamo ansiosamente l’alba del nuovo giorno, in cui tutto il nostro essere parteciperà pienamente alla risurrezione di Cristo e il nostro corpo mortale risorgerà, pervaso dal suo Spirito immortale. Questa grandiosa visione è il misterioso traguardo divino di tutta la storia della salvezza. 
Il Vangelo presenta alcune frasi del discorso che Gesù fece nella festa autunnale delle Capanne, commentando il gesto del Sommo Sacerdote che prendeva l’acqua alla fonte di Siloe e, con solenne processione, la portava per purificare l’altare dei sacrifici e fecondare la terra riarsa dal calore estivo. Gesù promise che chi crede in lui diventa una sorgente inesauribile diacqua viva”. Quest’acqua è lo Spirito Santo, che i credenti in Cristo ricevono da quando il Signore è risorto glorioso. Il suo Spirito Santo effuso nella Chiesa è la fonte della salvezza e il principio della piena comunione con Dio. 
Oggi, la preghiera iniziale della liturgia eucaristica esprime efficacemente il significato della Pentecoste, che rinnova la faccia della terra: “Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti”. 
La prima lettura ci fornisce tutti gli elementi per fruire pienamente del meraviglioso progetto del Signore e diventarne anche noi, attivi protagonisti. Essa dice che anche noi possediamo già le primizie dello Spirito e anche noi gemiamo interiormente, aspettando la piena redenzione del nostro corpo, ossia la risurrezione. Infatti, siamo già stati salvati nella speranza, ma non lo vediamo ancora, perché speriamo in ciò che ancora non vediamo. Se lo vediamo non è più oggetto di speranza. 
Sperando ciò che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Gesù ci dice che si salva solo chi persevera fino alla fine. Se speriamo e perseveriamo, lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza. Poiché non sappiamo pregare in modo conveniente, dobbiamo avere piena fiducia che lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili e affidarci a “lui che scruta i cuori e sa che cosa desidera lo Spirito, perché intercede per i santi secondo i disegni di Dio”.      

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   


La prima orazione di questa Messa chiede a Dio la concorde preghiera della Chiesa, la luce per le menti dei fedeli, la loro testimonianza profetica nel mondo: “Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia a compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti”.

La preghiera sulle offerte chiede al Padre che il suo Spirito Santo susciti un’ardente carità nella sua Chiesa per rivelare a tutti il mistero della salvezza: “Scenda, o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo e susciti nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della tua salvezza”.

La preghiera finale ci invita a chiedere al Padre lo stesso fuoco dello Spirito Santo che accese gli Apostoli nella Pentecoste: “Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio, e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste”.      

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