sabato 17 giugno 2017

SS.mo Corpo e Sangue di Cristo: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna



SS.mo Corpo e Sangue di Cristo: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna   


Il nostro Salvatore nell'ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce e affidare alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione: sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l'anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 47]. 

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Dt 8,2-3. 14b-16a: Mosè parlò al popolo dicendo: 2Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. 3Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. 14Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; 15che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; 16che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri.

1Cor 10,16-17: Fratelli,16il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.

Gv 6,51-58: In quel tempo, Gesù disse alla folla:  51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". 53Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo indica che mediante il santissimo sacramento dell’Eucaristia, Cristo Gesù, risuscitato e alla destra del Padre intercede per noi (Rm 8,34) e continua ad essere presente in molti modi nella sua Chiesa. In ogni celebrazione eucaristica, quindi, ci uniamo a lui, che è già nella liturgia del cielo e anticipiamo in noi la vita eterna nella quale Dio sarà veramente “tutto in tutti(1Cor 15,28)
Gesù è presente: nella Parola annunciata dalla Chiesa, nella preghiera della Chiesa (Mt 18,20), nel servizio della Chiesa a tutti i sofferenti: poveri, malati e prigionieri (Mt 25,31-46). La sua presenza salvifica e santificante opera, tuttavia, soprattutto sotto le specie eucaristiche del pane e del vino, perché dichiarò solennemente: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita(Gv 6,53)
È splendido che abbia voluto rimanere presente alla e nella sua Chiesa, e a noi e in noi, in questa forma nuova e impensabile. Egli sapeva che la sua presenza sensibile e visibile su questa terra doveva cessare. Volle, quindi, assicurare una sua presenza perenne, viva e attiva fra i suoi seguaci e discepoli, fino alla fine dei secoli e fino agli estremi confini della terra. Questa sua presenza, sacramentale, l’attuò mediante il santissimo sacramento del suo Corpo e Sangue: l’Eucaristia. Per non essere lontano da noi, mentre stava per offrirsi alla morte sulla croce per la nostra salvezza, ci lasciò il perenne memoriale del suo amore, con il quale ci ha amati “sino alla fine(Gv 13,1), immolandosi per noi, per donarci la sua vita. 
Mediante il grande mistero della sua presenza eucaristica, colui che ci ha amato, fino a immolarsi per noi  (Gal 2,20) rimane per sempre in mezzo a noi. Donandoci se stesso sotto i segni del pane e del vino, che lo esprimono e lo comunicano nella forma sacramentale, Egli rimane per sempre con noi. Celebrando la sua ultima cena pasquale con i suoi Apostoli, Gesù ha dato al banchetto pasquale e alla Pasqua ebraica il suo significato definitivo. La vera nuova Pasqua è il passaggio di Gesù, da questo mondo al Padre, mediante la sua Morte e Risurrezione, anticipate nella Cena e celebrate fino alla fine dei tempi nell'Eucaristia, compimento della Pasqua ebraica e anticipo della Pasqua finale della Chiesa, nella gloria del Regno
L'Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, unisce strettamente a sé tutti i sacramenti, che ad essa sono ordinati. Nella Santissima Eucaristia, infatti, è presente Cristo, nostra Pasqua, che racchiude in sé tutto il bene spirituale della Chiesa. La carne o corpo e il sangue sono la sintesi concreta dell’esistenza di una persona. Il mangiare e il bere sono il segno dell’assimilazione che sostiene la vita umana. Cristo dona il suo corpo e sangue per alimentare la vita divina del credente e per comunicarci totalmente se stesso. 
Mediante l’eucaristia, il fedele entra in comunione con Cristo, è sottratto alla mortalità e caducità terrena (lo risusciterò)  e inserito nella vita divina (avrete in voi la vita). Il calice e il pane sull’altare ci comunicano il corpo, la vita, l’amore e la gloria di Cristo. L’eucaristia, corpo e sangue di Cristo, fonda la nostra fede e speranza che non ci lascerà mai soli. Cristo è e sarà fino alla fine dei tempi, sempre presente nelle nostre case e nelle nostre città col suo pane, vero suo Corpo e il suo vino, vero suo Sangue. 
Alla domanda che fece ai suoi discepoli: “volete andarvene anche voi?” e alla sua promessa: “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”, una sola può essere la giusta risposta: “Signore dove potremmo andare senza te? Soltanto tu sei parola, cibo e bevanda, risurrezione e vita eterna”.

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


Con le due preghiere iniziali la liturgia c’invita a invocare: “Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della tua redenzione”. 
E ancora: “Dio, fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, ravviva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene: fa’ che, sostenuti dal sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno”.

Nell’offrire i suoi doni la Chiesa invoca per sé i doni del cielo: unità e pace “Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell’unità e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo”. 
Conclude chiedendo che il sacramento del Corpo e Sangue del Signore sia un anticipo del nostro convito eterno: “Donaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue”. 

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