mercoledì 19 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 429



YOUCAT Domanda n. 429 - Quali regole vigono per la proprietà intellettuale?


(Risposta Youcat) Anche l'appropriazione della proprietà intellettuale altrui è furto.



Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC)(CCC 2408) Il settimo comandamento proibisce il furto, cioè l'usurpazione del bene altrui contro la ragionevole volontà del proprietario. Non c'è furto se il consenso può essere presunto, o se il rifiuto è contrario alla ragione e alla destinazione universale dei beni. E' questo il caso della necessità urgente ed evidente, in cui l'unico mezzo per soddisfare bisogni immediati ed essenziali (nutrimento, rifugio, indumenti...) è di disporre e di usare beni altrui [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 69].

Per meditare

(Commento Youcat) Non solo il Plagio è furto; il furto della proprietà intellettuale comincia con un compito copiato a scuola e prosegue con lo scaricamento illegale da internet, riguarda la realizzazione di copie pirata su diversi supporti fino al commercio di concetti e di idee rubati. Ogni diffusione di una proprietà intellettuale altrui richiede il libero consenso o la giusta retribuzione del proprietario, oppure La sua partecipazione ai proventi.

(Commento CCC) (CCC 2409) Ogni modo di prendere e di tenere ingiustamente i beni del prossimo, anche se non è in contrasto con le disposizioni della legge civile, è contrario al settimo comandamento. Così, tenere deliberatamente cose avute in prestito o oggetti smarriti; commettere frode nel commercio [Dt 25,13-16]; pagare salari ingiusti [Dt 24,14-15; Gc 5,4]; alzare i prezzi, speculando sull'ignoranza o sul bisogno altrui [Am 8,4-6]. Sono pure moralmente illeciti: la speculazione, con la quale si agisce per far artificiosamente variare la stima dei beni, in vista di trarne un vantaggio a danno di altri; la corruzione, con la quale si svia il giudizio di coloro che devono prendere decisioni in base al diritto; l'appropriazione e l'uso privato dei beni sociali di un'impresa; i lavori eseguiti male, la frode fiscale, la contraffazione di assegni e di fatture, le spese eccessive, lo sperpero. Arrecare volontariamente un danno alle proprietà private o pubbliche è contrario alla legge morale ed esige il risarcimento.  

(Prossima domanda: Che cosa si intende con «giustizia commutativa»?)

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