Continua ogni giorno il commento alle Letture della Sacra Scrittura, delle sante Messe di tutti i giorni: Domeniche, Solennità, Feste, e giorni feriali.

Spirito e Vita

mercoledì 14 febbraio 2018

Commento CCC a YouCat Domanda n. 507 – Parte II. + Mercoledì delle ceneri.




YOUCAT Domanda n. 507 – Parte II. Perché talvolta si sperimenta che la preghiera non è di aiuto?


(Risposta Youcat – ripetizione) La preghiera non ci procura ciò che a noi piacerebbe, ma solo la vicinanza con Dio; e proprio in un apparente silenzio Dio ci invita a fare ancora un passo avanti nella donazione senza riserve, nella fede incondizionata, nell'attesa che non conosce fine. Chi prega deve lasciare a Dio tutta la libertà di dirci ciò che egli desidera, di compiere ciò che egli chiede e di donarsi come egli vuole.   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2751) Infine è in questa preghiera che Gesù ci rivela e ci dona la “conoscenza” indissociabile del Padre e del Figlio, [Gv 17,3. 6-10. 25] che è il mistero stesso della vita di preghiera. 

Per meditare

(Commento Youcat) Spesso diciamo: «Ho pregato ma non sono stato esaudito»: forse La nostra preghiera non è abbastanza intensa, come un giorno il Curato d'Ars chiese ad un confratello che si lamentava del proprio insuccesso: «Hai pregato e hai sospirato... hai anche digiunato e vegliato?»; può darsi anche che le nostre richieste a Dio non siano giuste. Per questo Teresa d'Avila disse un giorno: «Non chiedere a Dio carichi leggeri, chiedigli una schiena forte!

(Commento CCC) (CCC 2752) La preghiera suppone uno sforzo e una lotta contro noi stessi e contro le insidie del tentatore. Il combattimento della preghiera è inseparabile dal “combattimento spirituale”, necessario per agire abitualmente secondo lo Spirito di Cristo: si prega come si vive, perché si vive come si prega. 

(Prossima domanda: Perché talvolta, durante la preghiera, non si sente nulla o si prova addirittura una sorta di avversione contro la preghiera?)


 14 febbrario Mercoledì delle ceneri


Quaresima


Quaresima è il periodo liturgico che prepara alla Pasqua. Dura quaranta giorni, come il tempo trascorso da Gesù nel deserto prima di cominciare il suo ministero di salvezza. Essa c’invita all’ascolto frequente della parola di Dio per risvegliare la nostra fede, alla preghiera per ottenere la conversione nostra e della santa Chiesa e all’austerità per saperci dominare. Inizia il mercoledì delle ceneri con l’antichissimo rito di porre un poco di cenere sul capo dei credenti, ricordando loro l’invito di Gesù: “convertitevi e credete al vangelo”.

Mercoledì delle Ceneri 


La prima lettura invita al mutamento interiore, pensieri e atteggiamenti, perché Dio, misericordioso, pietoso, lento all'ira e grande nell’amore si muova a compassione del suo popolo. La seconda lettura invita a riconciliarci con Dio e a non lasciar passare invano la sua grazia. Nel Vangelo Gesù c’invita a fare opere buone non per essere ammirati, ma per onorare il Padre dei cieli.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Gioele, 2,12-18:  Così dice il Signore: 12"Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. 13Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male". 14Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. 15Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. 16Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. 17Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: "Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti". Perché si dovrebbe dire fra i popoli: "Dov'è il loro Dio?". 18Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

2Cor 5,20-6,2: Fratelli, noi 20in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. 21Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. 1Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. 2Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Mt 6, 1-6. 16-18: In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 1“State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 16E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Meditiamo con lo Spirito Santo


La prima lettura è la profezia di Gioele. Nel quinto secolo a. C. un duplice flagello colpì Israele: una lunga siccità e un’invasione di cavallette che devastarono i raccolti. Tutti, dai più vecchi ai più giovani, popolo e sacerdoti, elevarono al Signore ardenti suppliche e digiunarono. 
La seconda lettura, da S. Paolo, presenta un forte invito a riconciliarci con Dio, ad accogliere la grazia di questo tempo e non lasciarla passare invano, perché siam in un momento favorevole e un tempo di salvezza. In esso il Signore ci esaudisce e ci soccorre, per farci diventare veramente: giustizia di Dio e ricorda come Dio sia misericordioso e pietoso, lento all'ira, grande nell’amore, pieno di compassione per il suo popolo e pronto a ravvedersi riguardo al male, invitandoci alla conversione interiore, mutando i nostri atteggiamenti. 
Gesù, nel Vangelo, completa la profezia di Gioele, ammonendoci a non praticare la giustizia davanti agli uomini, per essere ammirati da loro, altrimenti non avremo ricompensa presso il nostro Padre che è nei cieli. 
Gesù ricorda le tre opere classiche del pentimeno e della vita spirituale: l’elemosina, la preghiera e il digiuno, raccomandando di attuarle sempre nel nascondimento e nel segreto, senza ostentazioni. 
L’elemosina va fatta in modo che nessuno se ne accorga. La preghiera va fatta nella propria camera e non ostentata agli angoli delle piazze. Il digiuno va fatto con volto lieto e profumato, e non sfigurandosi. 
La quaresima, quindi, ci ricorda che tutto quello che facciamo con fede, amore e in gran segreto, produce buoni frutti, il Padre lo vede e lo ricompensa con generosità divina.  

Riflessione 


Che cosa ci ricorda e raccomanda Gioele nella sua profezia?

Perché la Quaresima è un momento favorevole e un tempo di salvezza?

Qual è la raccomandazione di Gesù, riguardo alle opere buone che dobbiamo fare?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penienza il combattimento contro lo spirito del male.