Continua ogni giorno il commento alle Letture della Sacra Scrittura, delle sante Messe di tutti i giorni: Domeniche, Solennità, Feste, e giorni feriali.

Spirito e Vita

giovedì 12 aprile 2018

Commento CCC a YouCat Domanda n. 521. II. + Giovedì II sett. Di Pasqua


YOUCAT Domanda n. 521 - Parte II. Che cosa significa: «Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra»?


(Risposta Youcat – ripetizione) Quando preghiamo perché il volere di Dio si affermi universalmente, chiediamo che sulla terra e nel nostro cuore avvenga ciò che già avviene in cielo.  

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2823) “Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva […] prestabilito […], il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose […]. In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà” (Ef 1,9-11). Noi chiediamo con insistenza che si realizzi pienamente questo disegno di benevolenza sulla terra, come già è realizzato in cielo.   

Per meditare

(Commento Youcat)  Finché ci basiamo sui nostri piani, sulla nostra volontà e sulle nostre rappresentazioni mentali, la terra non può diventare come il cielo. Chi vuole una cosa e chi un'altra. Ma troviamo la nostra felicità solo quando tutti insieme vogliamo ciò che Dio vuole; per questo pregare significa fare spazio sulla terra, a poco a poco, al volere di Dio.

(Commento CCC) (CCC 2824) È in Cristo e mediante la sua volontà umana che la Volontà del Padre è stata compiuta perfettamente e una volta per tutte. Gesù, entrando in questo mondo, ha detto: “Ecco, io vengo, […] per fare, o Dio, la tua Volontà” (Eb 10,7; Sal 40,7). Solo Gesù può affermare: “Io faccio sempre le cose che gli sono gradite” (Gv 8,29). Nella preghiera della sua agonia, egli acconsente totalmente alla Volontà del Padre: “Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!” (Lc 22,42) [Gv 4,34; 5,30; 6,38]. Ecco perché Gesù “ha dato se stesso per i nostri peccati [...] secondo la Volontà di Dio” (Gal 1,4). “E' appunto per quella Volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del Corpo di Gesù Cristo” (Eb 10,10). 

(Continua la domanda: Che cosa significa: «Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra»?)


Giovedì 


Il sinedrio continua a proibire agli Apostoli di parlare di Gesù. Essi, però, gli rispondono: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”. Nel Vangelo, Gesù insegna a Nicodemo che chi crede nel Figlio ha la vita eterna e chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita.

Ascoltiamo la Parola di Dio


At 5, 27-33: In quei giorni, [il comandante e gli inservienti] 27condussero gli apostoli e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò 28dicendo: "Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo". 29Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: "Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. 30Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. 31Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. 32E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono". 33All'udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.

Gv 3, 31-36: 31Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. 33Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. 34Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. 35Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui. 

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il sommo sacerdote fa condurre gli Apostoli davanti al sinedrio, per interrogarli. Esordisce dicendo: “Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Poi aggiunge: “Voi avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo”. Di proposito, per evitare di pronunciare il santo nome di Gesù, il sommo sacerdote  dice sempre: “questo nome” o “quest'uomo”. 
Pietro e gli Apostoli, però, gli rispondono subito con fermezza: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”. 
Ne spiegano quindi la ragione, presentando, con estrema chiarezza, tre fatti incontestabili, di fronte ai quali, non vale nessuna obiezione, opposizione, pretesto, interesse, ideologia o altro. 
Il primo fatto è: “Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce”. 
Il secondo fatto è: “Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati”. 
Il terzo fatto è: “Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono". Di fronte a questi fatti inoppugnabili, che nessuno può negare, i sinedriti s’infuriano e vorrebbero mettere a morte gli Apostoli. 
Il Vangelo presenta ancora Gesù che insegna a Nicodemo. Il Padre ha mandato il Figlio a dire le parole di Dio e donare lo Spirito senza limiti. 
Il Padre infatti, ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Perciò, chi accetta la sua testimonianza, conferma che Dio è veritiero. 
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, ma chi non crede e non obbedisce al Figlio non vedrà la vita e l'ira di Dio rimane su di lui.

Riflessione 


Che cosa rispondono gli Apostoli alla proibizione d’insegnare il nome di Gesù?

Perché bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini?

Perché il Padre, che ama il Figlio, gli ha dato in mano ogni cosa?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


Donaci, Padre misericordioso, di rendere presente in ogni momento della vita la fecondità della Pasqua, che si attua nei tuoi misteri”.