Mc 6, 14-18 Erode e Gesù
(Mc 6, 14-18) Erode e Gesù
[14] Il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato famoso. Si diceva: "Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui". [15] Altri invece dicevano: "È Elia"; altri dicevano ancora: "È un profeta, come uno dei profeti". [16] Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: "Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato!". [17] Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. [18] Giovanni diceva a Erode: "Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello". (CCC 1639) Il consenso, mediante il quale gli sposi si donano e si ricevono mutuamente, è suggellato da Dio stesso [Mc 10,9]. Dalla loro alleanza “nasce, anche davanti alla società, l'istituto (del matrimonio) che ha stabilità per ordinamento divino” [Gaudium et spes, 48]. L'alleanza degli sposi è integrata nell'alleanza di Dio con gli uomini: “L'autentico amore coniugale è assunto nell'amore divino” [Ib.]. (CCC 1645) “L'unità del matrimonio confermata dal Signore appare in maniera lampante anche dalla uguale dignità personale sia dell'uomo che della donna, che deve essere riconosciuta nel mutuo e pieno amore” [Gaudium et spes, 49]. La poligamia è contraria a questa pari dignità e all'amore coniugale che è unico ed esclusivo [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 19]. (CCC 1646) L'amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. E' questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. L'amore vuole essere definitivo. Non può essere “fino a nuovo ordine”. “Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità” [Gaudium et spes, 48].