Lc 9, 18-22 Professione di fede di Pietro
(Lc 9, 18-22) Professione di fede di Pietro
[18] Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: "Chi sono io secondo la gente?". [19] Essi risposero: "Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto". [20] Allora domandò: "Ma voi chi dite che io sia?". Pietro, prendendo la parola, rispose: "Il Cristo di Dio". [21] Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. [22] "Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno". (CCC 2600) Il Vangelo secondo san Luca sottolinea l'azione dello Spirito Santo e il senso della preghiera nel ministero di Cristo. Gesù prega prima dei momenti decisivi della sua missione: prima che il Padre gli renda testimonianza, al momento del suo Battesimo [Lc 3,21] e della Trasfigurazione, [Lc 9,28] e prima di realizzare, mediante la sua Passione, il Disegno di amore del Padre [Lc 22,41-44]. Egli prega anche prima dei momenti decisivi che danno inizio alla missione dei suoi Apostoli: prima di scegliere e chiamare i Dodici, [Lc 6,12] prima che Pietro lo confessi come “il Cristo di Dio” [Lc 9,18-20] e affinché la fede del capo degli Apostoli non venga meno nella tentazione [Lc 22,32]. La preghiera di Gesù prima delle azioni salvifiche che il Padre gli chiede di compiere, è un'adesione umile e fiduciosa della sua volontà umana alla volontà piena d'amore del Padre. (CCC 443) Se Pietro ha potuto riconoscere il carattere trascendente della filiazione divina di Gesù Messia, è perché egli l'ha lasciato chiaramente intendere. Davanti al sinedrio, alla domanda dei suoi accusatori: “Tu dunque sei il Figlio di Dio?”, Gesù ha risposto: “Lo dite voi stessi: io lo sono” (Lc 22,70) [Mt 26,64; Mc 14,61]. Già molto prima, egli si era designato come “il Figlio” che conosce il Padre, [Mt 11,27; 21,37-38] che è distinto dai “servi” che Dio in precedenza ha mandato al suo popolo, [Mt 21,34-36] superiore agli stessi angeli [Mt 24,36 ]. Egli ha differenziato la sua filiazione da quella dei suoi discepoli non dicendo mai “Padre nostro” [Mt 5,48; 6,8; 7,21; Lc 11,13] tranne che per comandar loro: “ Voi dunque pregate così: Padre nostro” (Mt 6,9); e ha sottolineato tale distinzione: “Padre mio e Padre vostro” (Gv 20,17).