Rm 4, 19-21 Abramo non vacillò nella fede

(Rm 4, 19-21) Abramo non vacillò nella fede
[19] Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara. [20] Per la promessa di Dio non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, [21] pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. (CCC 2572) Quale ultima purificazione della sua fede, proprio a lui “che aveva ricevuto le promesse” (Eb 11,17) viene chiesto di sacrificare il figlio che Dio gli ha donato. La sua fede non vacilla:Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto” (Gen 22,8); “pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti” (Eb 11,19). Così il padre dei credenti è configurato al Padre che non risparmierà il proprio Figlio, ma lo darà per tutti noi [Rm 8,32]. La preghiera restituisce all'uomo la somiglianza con Dio e lo rende partecipe della potenza dell'amore di Dio che salva la moltitudine [Rm 4,16-21].

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