Rm 5, 5 La speranza non delude per l’amore di Dio
(Rm 5, 5) La speranza non delude per l’amore di Dio
[5] La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (CCC 368) La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di “profondità dell'essere” (“in visceribus”: Ger 31,33), dove la persona si decide o non si decide per Dio [Dt 6,5; 29,3; Is 29,13; Ez 36,22; Mt 6,21; Lc 8,15; Rm 5,5]. (CCC 733) “Dio è amore” (1Gv 4,8.16) e l'amore è il primo dono, quello che contiene tutti gli altri. Questo amore, Dio l'ha “riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato” (Rm 5,5). (CCC 1820) La speranza cristiana si sviluppa, fin dagli inizi della predicazione di Gesù, nell'annuncio delle beatitudini. Le beatitudini elevano la nostra speranza verso il Cielo come verso la nuova Terra promessa; ne tracciano il cammino attraverso le prove che attendono i discepoli di Gesù. Ma per i meriti di Gesù Cristo e della sua passione, Dio ci custodisce nella speranza che “non delude” (Rm 5,5). La speranza è l'“àncora della nostra vita, sicura e salda, la quale penetra […]” là “dove Gesù è entrato per noi come precursore” (Eb 6,19-20). È altresì un'arma che ci protegge nel combattimento della salvezza: “Dobbiamo essere […] rivestiti con la corazza della fede e della carità, avendo come elmo la speranza della salvezza” (1Ts 5,8). Essa ci procura la gioia anche nella prova: “Lieti nella speranza, forti nella tribolazione” (Rm 12,12). Si esprime e si alimenta nella preghiera, in modo particolarissimo nella preghiera del Signore, sintesi di tutto ciò che la speranza ci fa desiderare. (CCC 1964) La Legge antica è una preparazione al Vangelo. “La Legge è profezia e pedagogia delle realtà future” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 15, 1]. Essa profetizza e presagisce l'opera della liberazione dal peccato che si compirà con Cristo, ed offre al Nuovo Testamento le immagini, i “tipi”, i simboli per esprimere la vita secondo lo Spirito. La Legge infine viene completata dall'insegnamento dei libri sapienziali e dei profeti, che la orientano verso la Nuova Alleanza e il regno dei cieli. “Ci furono […], nel regime dell'Antico Testamento, anime ripiene di carità e della grazia dello Spirito Santo, le quali aspettavano soprattutto il compimento delle promesse spirituali ed eterne. Sotto tale aspetto, costoro appartenevano alla nuova Legge. Al contrario, anche nel Nuovo Testamento ci sono uomini carnali, che ancora non hanno raggiunto la perfezione della nuova Legge, e che bisogna indurre alle azioni virtuose con la paura del castigo o con la promessa di beni temporali. Però, la Legge antica, anche se dava i precetti della carità, non era in grado di offrire la grazia dello Spirito Santo, in virtù del quale “l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” (Rm 5,5) [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 107, 1, ad 2]. (CCC 2658) “La speranza non delude, perché l' Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). La preghiera, plasmata dalla vita liturgica, tutto attinge all'amore con cui siamo amati in Cristo e che ci concede di rispondervi amando come lui ci ha amati. L'amore è la sorgente della preghiera; chi vi attinge, tocca il culmine della preghiera: “Vi amo, o mio Dio, e il mio unico desiderio è di amarvi fino all'ultimo respiro. Vi amo, o mio Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandovi, che vivere senza amarvi. Vi amo, Signore, e la sola grazia che vi chiedo è di amarvi eternamente. […] Mio Dio, se la mia lingua non può ripetere, ad ogni istante, che vi amo, voglio che il mio cuore ve lo ripeta tutte le volte che respiro” [San Giovanni Maria Vianney, Preghiera].
[5] La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (CCC 368) La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di “profondità dell'essere” (“in visceribus”: Ger 31,33), dove la persona si decide o non si decide per Dio [Dt 6,5; 29,3; Is 29,13; Ez 36,22; Mt 6,21; Lc 8,15; Rm 5,5]. (CCC 733) “Dio è amore” (1Gv 4,8.16) e l'amore è il primo dono, quello che contiene tutti gli altri. Questo amore, Dio l'ha “riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato” (Rm 5,5). (CCC 1820) La speranza cristiana si sviluppa, fin dagli inizi della predicazione di Gesù, nell'annuncio delle beatitudini. Le beatitudini elevano la nostra speranza verso il Cielo come verso la nuova Terra promessa; ne tracciano il cammino attraverso le prove che attendono i discepoli di Gesù. Ma per i meriti di Gesù Cristo e della sua passione, Dio ci custodisce nella speranza che “non delude” (Rm 5,5). La speranza è l'“àncora della nostra vita, sicura e salda, la quale penetra […]” là “dove Gesù è entrato per noi come precursore” (Eb 6,19-20). È altresì un'arma che ci protegge nel combattimento della salvezza: “Dobbiamo essere […] rivestiti con la corazza della fede e della carità, avendo come elmo la speranza della salvezza” (1Ts 5,8). Essa ci procura la gioia anche nella prova: “Lieti nella speranza, forti nella tribolazione” (Rm 12,12). Si esprime e si alimenta nella preghiera, in modo particolarissimo nella preghiera del Signore, sintesi di tutto ciò che la speranza ci fa desiderare. (CCC 1964) La Legge antica è una preparazione al Vangelo. “La Legge è profezia e pedagogia delle realtà future” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 15, 1]. Essa profetizza e presagisce l'opera della liberazione dal peccato che si compirà con Cristo, ed offre al Nuovo Testamento le immagini, i “tipi”, i simboli per esprimere la vita secondo lo Spirito. La Legge infine viene completata dall'insegnamento dei libri sapienziali e dei profeti, che la orientano verso la Nuova Alleanza e il regno dei cieli. “Ci furono […], nel regime dell'Antico Testamento, anime ripiene di carità e della grazia dello Spirito Santo, le quali aspettavano soprattutto il compimento delle promesse spirituali ed eterne. Sotto tale aspetto, costoro appartenevano alla nuova Legge. Al contrario, anche nel Nuovo Testamento ci sono uomini carnali, che ancora non hanno raggiunto la perfezione della nuova Legge, e che bisogna indurre alle azioni virtuose con la paura del castigo o con la promessa di beni temporali. Però, la Legge antica, anche se dava i precetti della carità, non era in grado di offrire la grazia dello Spirito Santo, in virtù del quale “l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” (Rm 5,5) [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 107, 1, ad 2]. (CCC 2658) “La speranza non delude, perché l' Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). La preghiera, plasmata dalla vita liturgica, tutto attinge all'amore con cui siamo amati in Cristo e che ci concede di rispondervi amando come lui ci ha amati. L'amore è la sorgente della preghiera; chi vi attinge, tocca il culmine della preghiera: “Vi amo, o mio Dio, e il mio unico desiderio è di amarvi fino all'ultimo respiro. Vi amo, o mio Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandovi, che vivere senza amarvi. Vi amo, Signore, e la sola grazia che vi chiedo è di amarvi eternamente. […] Mio Dio, se la mia lingua non può ripetere, ad ogni istante, che vi amo, voglio che il mio cuore ve lo ripeta tutte le volte che respiro” [San Giovanni Maria Vianney, Preghiera].