Eb 12, 17-21 Non vi accostaste a oscurità o tenebre

(Eb 12, 17-21) Non vi accostaste a oscurità o tenebre
[17] E voi ben sapete che in seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto, perché non trovò possibilità che il padre mutasse sentimento, sebbene glielo richiedesse con lacrime. [18] Voi infatti non vi siete accostati a un luogo tangibile e a un fuoco ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta, [19] né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano che Dio non rivolgesse più a loro la parola; [20] non potevano infatti sopportare l'intimazione: Se anche una bestia tocca il monte sia lapidata. [21] Lo spettacolo, in realtà, era così terrificante che Mosè disse: Ho paura e tremo.
(CCC 409) La drammatica condizione del mondo che “giace” tutto “sotto il potere del maligno(1Gv 5,19; cf 1Pt 5,8) fa della vita dell'uomo una lotta: “Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall'origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della grazia di Dio [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 37].

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